LSF: Ruolo dell’Ombudsman delle banche rinforzato e modello di finanziamento confermato

3 luglio 2014
  • Prima conferenza stampa di Marco Franchetti
  • Nel 2013 l’Ombudsman delle banche ha trattato 2’178 casi, 18% in più rispetto all’anno precedente
  • Due temi principali per l’anno 2013: retrocessioni e “clienti esteri”
  • L’Ombudsman ha esaminato per la prima volta la possibilità di trattare delle richieste nell’ambito della procedura prevista per i “casi seriali”

In occasione della sua prima conferenza stampa, il nuovo Ombudsman delle banche, Marco Franchetti si è soffermato brevemente sulla LSF (Legge sui servizi finanziari), il cui progetto è stato messo in consultazione dal Consiglio federale in questi giorni.  „Due sono i punti più importanti per noi: Il Consiglio federale riconosce il ruolo dell’Ombudsman quale mediatore e conferma il modello di finanziamento dell’Ufficio dell’Ombudsman” spiega Franchetti. Questo progetto non solo conferma l’attuale sistema dell’Ombudsman delle banche ma lo rinforza anche a livello istituzionale.

Nel corso dell’anno 2013, l’Ufficio dell’Ombudsman ha trattato 2’178 casi; ciò corrisponde a un aumento di circa il 18% rispetto all’anno precedente (1’842). Anche se non ha raggiunto i livelli record degli anni 2008 (2’839) e 2009 (4’198) il numero dei casi trattati è chiaramente superiore alla media degli ultimi anni, ha spiegato l’Ombudsman delle banche. Franchetti: „Questo aumento corrisponde in sostanza al numero di richieste concernenti la tematica controversa delle retrocessioni”. In questo ambito, 350 richieste orali e scritte sono state inoltrate all’Ombudsman delle banche.

In considerazione delle numerose richieste riguardanti le retrocessioni, l’Ombudsman ha esaminato per la prima volta la possibilità di un loro disbrigo nell’ambito della procedura, appena introdotta, per i “casi seriali”. Visto però che ogni caso presentava caratteristiche ben distinte, non si è fatto ricorso a questa possibilità. L’Ombudsman ha quindi trattato ogni caso individualmente. Se si intravvedeva un esito favorevole, l’Ombudsman è intervenuto a favore del cliente presso la banca. In tutti i casi, i clienti hanno ottenuto dall’Ombudsman una presa di posizione esaustiva confacente alle particolarità del loro caso. .

„La secondo tematica che ci ha fortemente impegnato nel corso dell’anno 2013 è quella riguardante i clienti esteri, ovvero le persone che, a causa del loro domicilio, della loro nazionalità o dei loro obblighi fiscali nei confronti di un determinato Paese, sono state toccate da misure adottate dalla loro banca “, ha spiegato Marco Franchetti.

Queste misure spaziavano dall’introduzione o dall’aumento di commissioni, dall’introduzione di restrizioni per determinati prodotti o servizi, dall’imposizione di nuovi obblighi o nuove condizioni per la continuazione della relazione d’affari oppure dalla limitazione della possibilità di disporre dei propri averi fino alla cessazione più o meno completa dei rapporti contrattuali.

Ben intenso, è di competenza della banca determinare se avviare o mantenere una relazione d’affari con un determinato cliente. Anche alle banche si applica il principio della libertà contrattuale. Nella sua attività, l’Ombudsman delle banche ha però messo l’accento sulla correttezza (fairness) nei rapporti tra banca e cliente.

„A volte dobbiamo constatare che le banche esagerano“, ha rilevato Franchetti prendendo per esempio il caso di un cittadino UE, domiciliato in Francia, al quale è stato rifiutato il trasferimento dei suo averi nel suo Paese d’origine, anch’esso membro dell’UE, e per il quale la banca voleva un trasferimento su un conto in Francia.

Comunicato stampa