Contratto scritto di consulenza in investimenti

Categoria Consulenza in investimenti e gestione patrimoniale | Fonte Rapporto annuale 2018/12

La banca aveva proposto al cliente di stipulare un contratto scritto di consulenza in investimenti. Poiché quest’ultimo non era interessato, la banca gli ha comunicato che, in futuro, non gli fornirebbe più nessun servizio di consulenza in investimenti. Il cliente si è quindi rivolto all’Ombudsman per chiarire se la banca fosse tenuta a fornirgli i suoi servizi come in precedenza. Purtroppo, l’Ombudsman gli ha dovuto comunicare un parere negativo.

Un cliente di una certa età ha spiegato all’Ombudsman che intratteneva da molti anni una relazione d’affari con la banca e che beneficiava di servizi di «private banking» per i quali versava annualmente commissioni dell’ordine di alcune migliaia di franchi. La banca gli aveva recentemente sottoposto da firmare un contratto scritto di consulenza in investimenti che descriveva i futuri servizi che intendeva offrire in questo campo e i relativi costi. Egli aveva comunicato alla banca di non essere interessato e pensava ch’essa avrebbe continuato anche in futuro a fornirgli i servizi di consulenza in investimenti alle stesse condizioni che in passato. La banca gli aveva però comunicato che, in mancanza di un contratto scritto, non era più disposta a fornirgli i servizi di consulenza in investimenti, ma che proponeva diversi modelli di commissione ai clienti. Il cliente, dopo aver constatato che la banca gli aveva sottoposto il modello più costoso, si è rivolto all’Ombudsman chiedendogli se la banca era tenuta a fornirgli i servizi nella stessa misura che in passato. Per i motivi esposti di seguito, egli ha però dovuto dare riscontro negativo al quesito del cliente.

Secondo l’Ombudsman, la libertà contrattuale è un principio fondamentale del diritto svizzero. In virtù di esso, nessuno può essere costretto a stipulare un contratto con un’altra parte oppure a mantenerlo in una determinata forma, salvo se vi si è anticipatamente impegnato in via contrattuale. I servizi bancari sono inoltre assoggettati in gran parte alle norme sul mandato. Conformemente all’art. 404 del Codice delle obbligazioni, i relativi contratti possono sempre essere disdetti da entrambe le parti. Questo diritto implica inoltre che la banca può imporre entro termini relativamente brevi delle modifiche contrattuali: se l’altra parte non è d’accordo, deve cercare un’altra offerta che soddisfi maggiormente le sue esigenze.

L’Ombudsman ha già avuto modo di osservare che molte banche non sono più pronte a fornire servizi di consulenza in investimenti senza un contratto scritto o a titolo gratuito. Benché i motivi possano essere molteplici, è probabile che la soppressione di un numero sempre maggiore di indennità, quali p. es. le retrocessioni, abbia indotto le banche a fornire questi servizi solo previo versamento di una commissione.

La banca è di per sé libera di rifiutare la prestazione di servizi di consulenza in investimenti se il cliente non vuole stipulare i contratti che essa ritiene necessari. Si tratta di decisioni di politica commerciale della banca che, secondo le norme di procedura applicabili all’Ombudsman, esulano dal suo apprezzamento.

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